Commento di Paolo Fasce
Giornalista, critico di giochi per il Secolo XIX
Personalmente ritengo che Risk sia sbilanciato in attacco e non sono tanto io, quanto i numeri annunciati da Cosimo Cardellicchio a confermarlo. Né mi piacerebbe "ritirare il dado" nel caso di pareggio, come qualcuno sostiene, giacché in questo caso sarebbe più sensato tirare tre monete e vedere subito quanti dell'uno e dell'altro sarebbero rimossi. Da un punto di vista statistico, sarebbe la stessa identica cosa, ma la modalità sarebbe più pratica.
Il problema in verità non è tanto quello dello sbilanciamento col quale facciamo i conti noi, in difesa (o di quello di Risk in attacco), ma e' un altro. Premesso che preferisco lo sbilanciamento italiano, non fosse altro che per questioni di ordine simulativo, il problema non è quello che si debba accettare (statisticamente) di perdere due armate, al fine di distruggerne una (prezzo che tutti siamo disposti a pagare), ma quello che questa aspettativa statistica è frustrata dal fatto che i dadi tirati sono pochi (specie in avvio di partita) e pertanto gli scenari possibili sono molti. Sia chiaro, ci sono modalità con le quali cautelarsi (note ai più bravi...), ma personalmente ho sempre sostenuto che per limitare il problema sarebbe stato semplice e banale risolvere utilizzando non già dadi a 6 facce (i cubi), ma dadi con 12 facce (i dodecaedri). In questo modo il 3-0 sarebbe più raro e conseguentemente il 2-1 più probabile è l'aspettativa di perdere due armate al prezzo di ammazzarne una, meno spesso frustrata. Dal punto di vista dei numeri, infatti, se il numero medio di armate distrutto è di un pezzo per il difensore (1,11 per la precisione) e di due per l'attaccante, nei fatti questo risultato avviene solo nel 26% dei casi, quindi 74 volte su cento si affronta una situazione diversa da quella preventivata. Negli attacchi finali, quando ci si ritrova a fronteggiare sfide di decine di armate contro altrettante decine, questo fatto è secondario, giacché ad un tiro sfortunato, può seguirne uno migliore che compensi, ma in avvio di partita, la situazione è davvero delicata.
Un'altra soluzione che modestamente ritengo carina, è quella di permettere dadi diversi. Ad esempio potrei decidere di giocare in attacco con un dado da 8, uno da 6 e uno da 4 facce (contro tre dadi a sei facce). Anche in questo caso diminuisce la possibilità di perdere 3-0 (135 contro 138 casi su 1000) e aumentano probabilisticamente i casi di vincere o perdere per 2-1 (sale da 215 a 217 il primo caso, sale da 265 a 299 il secondo), cala da 383 a 349 la disfatta dell'attaccante. Ci troviamo in una situazione in cui il numero di armate distrutte dall'attaccante sale da 1,11 a 1,14, rimanendo quindi sostanzialmente invariato, ma rimanendo fermo quello, diminuiscono i casi estremi, quelli che fanno arrabbiare chi li subisce.
Potrei anche decidere di accumulare dei bonus utilizzando tutti dadi da 4, avendo però la possibilità di utilizzare dadi da 8 facce nel prosieguo della partita, quando pare a me. Una battaglia di dadi a 4-6-6 facce contro 6-6-6 seguita da un 8-6-6 contro 6-6-6, produce un numero di armate distrutte di 2,24, contro il 2,22 canonico (1,11*2). Queste opzioni, offrirebbero maggiori possibilità di studio e di gestione della partita, conseguentemente Risiko! si avvicinerebbe in qualche modo al Backgammon, ambiente dove le statistiche a due dadi sono più semplici, ma che sono ben note a tutti i giocatori di un certo livello.
Mirabile, a mio modo di vedere, è la possibilità offerta in Risiko! Più di utilizzare le carte Generale. Quella fu una innovazione davvero interessante, che mi piacerebbe fosse sviluppata.
Da Risk, invece, prenderei un'altra regola (che non so se è ufficiale, ma così mi è capitato di giocare con persone di altri paesi): la possibilità di attaccare da più stati contemporaneamente. Con quella modalità è consentito prendere un'armata da un territorio, una da un secondo e una da un terzo, purché tutti questi territori confinino con quello attaccato, e utilizzarle congiuntamente. Così facendo (unitamente alla regola dello spostamento libero) si aprirebbero scenari più dinamici, senza violentare un gioco che così com'è, a mio modesto parere, è migliore di quello garibaldino sostenuto dal libro "La storia di Risiko e l'anello mancante" che ha avviato questa discussione sul forum degli amici di questo gioco ospitato in queste pagine.
Cordiali saluti a tutti.
Paolo Fasce
L'angolo dei giochi
Il Secolo XIX


